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Orgosolo: quando i murales viaggiano attraverso una bottiglia!

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Murale di Orgosolo contro le basi militari in Sardegna

Durante la manifestazione Cortes Apertas-Orgosolo le eccellenze enogastronomiche orgolesi hanno deliziato il palato dei partecipanti mentre a deliziare i loro occhi sono stati i murales che rendono questo paese unico al mondo. La domanda sorge spontanea: chi è l’artista? O chi sono?

Il 90% dei dipinti sono opera di Francesco Del Casino, un professore senese di nascita e orgolese di adozione. Dal 1975 con l’ausilio dei suoi alunni, ha raccontato le denunce e le conquiste del popolo orgolese, le ingiuste reclusioni, la condizione delle carceri, la vita del latitante, il carattere fiero e orgoglioso di quella che era diventata la sua gente. Non mancano murales che documentano lotte politiche di respiro internazionale, la lotta per l’emancipazione femminile o la guerra di Spagna.

1374786_10201674258830897_1948952616_nAlcuni murales sono arte che si è immersa nell’arte: si passa da Picasso a Mirò, dai ritratti che ricordano Léger ai codici espressivi dei muralisti messicani degli anni ’20.  Immancabile un omaggio a Fabrizio De Andrè.

I colori brillanti, stesi quando l’intonaco è ancora fresco perché vengano pienamente assorbiti,  escono fuori in maniera decisa e tagliente dagli sfondi scuri. Il linguaggio del colore è semplice ma quando l’immagine non basta intervengono le didascalie, le citazioni letterarie e politiche.

Alcuni murales sono scrostati, sentono il passare del tempo e allo stesso tempo sembra non temano di invecchiare, di sparire per lasciar spazio a nuovi artisti e a nuovi temi. I muri vogliono parlare del presente, vogliono raccontarlo, contestarlo e incorniciarlo nelle certezze e nelle conquiste del passato, le stesse che i vecchi murales trasmettono alle nuove generazioni.

Questa necessità è stata recepita dall’amministrazione comunale che nell’Agosto 2013 ha bandito un concorso di idee per la creazione di nuovi murales che vuole richiamare artisti di rilievo da tutto il mondo.

headerLa tradizione artistica orgolese ha fatto da scenografia alla presentazione dei prodotti enogastronomici del paese, ma anche alcune imprese vogliono utilizzare i loro prodotti per divulgare cultura attraverso i murales, definiti da Piera Cadinu titolare di “Orgosolo Liquori” un testimone scomodo che racconta le vicissitudini che condizionano la vita sociale, politica, economica e culturale della comunità orgolese, della Sardegna, dell’Italia passando per l’Europa per arrivare all’intero mondo. Sono un vero e proprio messaggio nella bottiglia le etichette del “Mirto Caru” e visto che ciò che c’è da dire è tanto.. è stato prodotto in sei etichette differenti. Anche se l’azienda ora è ancora giovane, sta ponendo le basi per far viaggiare queste bottiglie e i messaggi che contengono per tutto il mondo!

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Sale Integrale: lo sapevate che non sempre il sale fa male?

Sale con spezieLo sapete che esiste un sale marino “integrale”?! A differenza del normale sale da cucina che troviamo sulle nostre tavole, non è sottoposto a trattamenti chimici di raffinazione e mantiene inalterato il contenuto di oligoelementi che quei processi eliminano lasciando solo il cloruro di sodio ( il comune sale da cucina è composto per il 90% da cloruro di sodio).

Il sale integrale è grigio, esteticamente  è meno attraente del sale da cucina ma in compenso è un ottimo integratore per il nostro organismo e un aiuto per la salute dei nostri denti: previene le carie dentarie in quanto contiene una buona quantità di fluoro.

Anche il sapore non è lo stesso del sale da cucina, il sale integrale genera una maggiore stimolazione del gusto pertanto bastano piccole quantità per condire le pietanze.

C’è chi sostiene che è meglio usare sale raffinato per cucinare e riserva il sale integrale alle insalate e ai piatti al sale. Vi è invece chi si è spinto a sostenere fermamente che se usiamo sale integrale per la preparazione di cibi speziati il gusto si arricchisce enormemente: di questa idea sicuramente  sono i signori Tedesco  che hanno creato un’azienda specializzandosi per l’appunto nella produzione di sali speziati.

Il laboratorio artigiano “L’Officina delle Spezie” si trova in Sardegna, precisamente a Pula in provincia di Cagliari, in questo laboratorio si crea il binomio vincente tra il sale delle rinomate Saline di Sant’Antioco e le spezie raccolte in Sardegna.

La signora Tedesco alla domanda “perché avete deciso di aprire l’Officina delle Spezie” ha risposto:

Io e mio marito abbiamo iniziato a sperimentare dei preparati che poi abbiamo spedito a Torino perché venissero utilizzati come condimenti nel ristorante di un nostro parente e hanno riscosso grande successo. Allora ci siamo detti, perche non farne un vero e proprio lavoro? Siamo nell’isola dove si trova uno dei maggiori centri di produzione di sale in Italia, sarebbe un peccato che proprio nella nostra isola non si sfruttasse questo vantaggio”.

Dopo alcuni tentativi sono nate le miscele vincenti: sale al mirto, sale mix otto spezie, sale al limone, ai porcini, al rosmarino e al peperoncino piccante e a questi si sono ultimamente aggiunti i sali miscelati con spezie provenienti da terre lontane come il curry.

Far conoscere le proprietà del sale integrale e le caratteristiche culinarie dei sali speziati è diventata una missione per L’Officina delle Spezie, i titolari non disertano manifestazioni fieristiche, manifestazioni promosse dall’associazione Scirarindi o le varie date di Cortes Apertas-Autunno in Barbagia, consci dell’importanza della comunicazione:

Il vero problema probabilmente è proprio di comunicazione: la gente non consuma sale integrale perche non è informata in maniera adeguata, non è messa nella condizione di conoscere gli alimenti e di decidere consapevolmente cosa scegliere. Il nostro segreto per conquistare i clienti? Aprile le confezioni e invitarli ad annusare i sali, vengono rapiti dal loro aroma, ricordano profumi di altri tempi”.

Questa breve chiacchierata coi signori Tedesco ha fatto nascere anche in me la passione per questi prodotti e mi ha permesso di apprendere le conoscenze di base che ho voluto trasmettervi con questo articolo.

Spero che il sale integrale possa diventare sia una scelta di salute ma soprattutto una scelta di gusto!

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Vino senza solfiti!

Bottiglia di vino
Vi è mai capitato di avere un forte cerchio alla testa dopo aver bevuto qualche sorso di vino? Beh a me purtroppo si! Qualcuno un giorno mi disse: “ colpa dei solfiti”…
In tutte le etichette dei vini si legge, genericamente, contiene solfiti….. ma di fatto… a cosa servono i solfiti?!
L’enologia attualmente ritiene indispensabile l’impiego di anidride solforosa per mantenere sotto controllo lo stato microbico e ossidativo del mosto-vino senza ecce…ssive spese di produzione, forse proprio per tale ragione il suo utilizzo si è diffuso enormemente: ma se ne potrebbe fare a meno?
A quanto pare non è un’impresa impossibile, alcuni viticoltori, sognatori non meno che coraggiosi, hanno deciso di vinificare senza aggiunta di SO2, la vigna abbandona la chimica ma in compenso abbraccia l’agricoltura integrata che ricorre al minimo a prodotti che possono incidere sull’equilibrio ambientale, rinuncia alla quantità a favore della qualità!
La Cantina Contini fa parte del clan dei temerari che hanno deciso di liberarsi dei solfiti, la sfida si chiama Mammaioa un vino fresco e fragrante, morbido e piacevolmente giovane, con sentori di frutti rossi. E’ ottenuto dall’uvaggio di uve nieddera, cannonau e altre varietà locali. E’ un vino ottimo se consumato giovane, la sua evoluzione in bottiglia è definita interessante …
Vari siti indicano come i vini senza SO2 sono più ricchi di antiossidanti, come i polifenoli e in modo particolare di resveratrolo, dalle note proprietà anticancerogene. Non potendo usare il kit del piccolo chimico per appurare queste difficili se pur importantissime informazioni, penso che non mi resti che provare: se l’esperienza degustativa sarà piacevole e senza controindicazioni dovrò trovare un posto per Mamaioa nel mio negozio Terra Mater!

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Quando il viticoltore è donna!

Bottiglia di vinoDare nuova vita alle proprie radici è ciò che ha fatto, non solo in senso figurato, Sara Spanu, viticoltrice di Martis, nata in una famiglia da cui ha ereditato la cultura del vino quale dono della terra, cresciuta animata dalla passione per l’ambiente e per la riappropriazione delle cose da tempo perdute. Grazie a questo spirito ha deciso di recuperare le vigne storiche abbandonate nel dopoguerra cercando di collocare il ritorno alla tradizion…e in un ottica di preservazione ed evoluzione ecosostenibile. Tutto questo con uno sguardo ricolto alle realtà internazionale del turismo ecosostenibile.   L’azienda Binzamanna ha fatto rinascere antichi vigneti da cui ricava due vini ottenuti dalla fusione del Cagnulari e del Bovale, si tratta di vini dal carattere deciso e intenso!   La Sardegna rappresenta una parte minima della produzione nazionale di vino ma nonostante questo il vino è un prodotto di nicchia che richiama, insieme alle altre eccellenze enogastronomiche sarde, un maggior numero di turisti ogni anno. Se il Vermentino e il Cannonau fanno da padroni nel panorama isolano in quanto maggiormente conosciuti, i palati più avventurosi e facilmente annoiati non disdegnano assolutamente i vini prodotti da vigneti autoctoni come il Bovale e il Cagnulari. Forse Sara Spanu ha pensato proprio questo quando nel 2001 ha deciso di intraprendere la sua avventura, non dimentichiamoci che la curiosità è femmina, a questa si è aggiunta una buona dose di tenacia … qualità indispensabile quando si vuole recuperare in chiave moderna un mestiere come quello della campagna.   Le donne del vino in Sardegna sono ancora poche ma ci fa piacere che il numero, soprattutto tra le giovani, sia in costante aumento come non può che farci piacere vedere la più antica storia enogastronomica sarda raccontata da aziende così promettenti.

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