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Grano Cappelli: sicuri di saperne abbastanza?

Ideale per la preparazione di pane e pasta, il grano Cappelli giunse in Italia a inizio del ‘900 e sino agli anni ’50 occupò il 60% della superficie nazionale dedicata alla coltivazione del grano duro per poi pressoché scomparire nel secondo dopoguerra.

Il grano Cappelli è un frumento duro e aristato, ottenuto per selezione genealogica. Non è geneticamente modificato in quanto, a differenza dei grani oggi comunemente usati in agricoltura, non è stato sottoposto a mutagenesi indotta con raggi x e y del cobalto radioattivo. Furono proprio questi grani, sicuramente più produttivi, precoci e “rimpiccioliti” per resistere al fenomeno dell’allettamento, a decretare la fine del grano cappelli quale “grano per tutti”.

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Solo negli ultimi dieci anni ci si è resi conto del valore di questo grano antico che può essere coltivato senza particolari aiuti della chimica tanto da risultare mediamente più produttivo delle moderne cultivar quando si parla di agricoltura biologica. La concimazione organica si è anzi dimostrata su queste piante più adatta rispetto a quella chimica.

Ma giungiamo all’argomento più scottante!

Quante volte avete sentito parlare di grani antichi e celiachia? Le voci si e le diverse opinioni si susseguono, questo è inevitabile visti gli assetti di interessi che queste opinioni potrebbero destabilizzare.

Non resta che analizzare il tutto tenendo i piedi per terra.

La celiachia è un’intolleranza che si manifesta in presenza di tre fattori:

  1. una base genetica
  2. un fattore scatenante, in questo caso il glutine
  3. un’alterata permeabilità intestinale

Devono sussistere questi tre elementi perché si sviluppi l’intolleranza.

Di fatto il glutine nel grano non c’è, ci sono molecole proteiche, alcune delle quali sono nocive per il soggetto celiaco. Dall’unione di queste proteine che si incontrano con l’acqua si crea il glutine. I grani antichi contenevano proteine differenti che fondendosi tra di loro creavano un glutine differente rispetto a quello originato dal grano moderno.

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L’aumento della celiachia così come delle difficoltà digestive dovute al consumo di frumento potrebbero essere legate a un miglioramento genetico che ha preso in considerazione solo le esigenze produttive del mercato senza mediare con la tutela della salute della popolazione.

Sulla base di questa spiegazione potrebbe apparire fondata l’ipotesi che la modifica genetica dei grani moderni abbia comportato la modifica della gliadina, proteina basica contenuta nel frumento con modifica del glutine che ne deriva.

Una cosa sarà certa a chiunque decida di provare i prodotti di grano Cappelli introducendoli nella propria dieta: questo frumento contiene una percentuale elevata di aminoacidi, vitamine, minerali e proteine, ha caratteristiche di elevata digeribilità per chiunque e soprattutto la pasta non scuoce mai!

Nel nostro punto vendita potete trovare ogni giorno il pane, la pasta fresca e secca Bio, la farina, la semola, tutto 100% grano Cappelli coltivato in Sardegna. Vi consigliamo di provarlo e attendiamo le vostre opinioni!

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